Angela Pagano
Angela Pagano è stata una intensa attrice di teatro e cinema.
Con passione, disciplina e immenso talento è andata in scena fino alla fine dei suoi giorni, superando dolori, malattie e l’incombere degli anni.
Grazie alla sua straordinaria capacità di fondere tradizione e innovazione, è stata diretta dai più grandi registi e reiste del Novecento.
Nata a Napoli il 1º aprile 1937, aveva iniziato a esibirsi da bambina, cantando tra i tavoli dei ristoranti affollati di ufficiali americani, insieme al padre, Guglielmo, mandolinista e posteggiatore.
A sedici anni lavorava in un negozio di guanti ma la febbre della scena aveva prevalso e, nel 1958, è arrivato il debutto con Eduardo De Filippo nella commedia La fortuna con l’effe maiuscola. È rimasta nella compagnia del grande maestro fino al 1962, apprendendo direttamente da uno dei pilastri del teatro italiano. Come ella stessa dichiarò: “Ho imparato tutto da Eduardo, osservandolo”.
In quegli anni ha partecipato alle versioni televisive di alcune delle opere più importanti del repertorio eduardiano, tra cui Ditegli sempre di sì, Napoli milionaria e Filumena Marturano. Sebbene inizialmente i suoi fossero ruoli secondari, questa esperienza ha rappresentato una palestra fondamentale che le aveva permesso di affinare tecnica e presenza scenica.
Il vero successo è arrivato negli Sessanta, quando Giuseppe Patroni Griffi la scelse per interpretare Le catacombe, col testo di Franca Valeri e poi Napoli notte e giorno, spettacolo fondamentale per la riscoperta dell’opera di Raffaele Viviani.
È stata una presenza stabile e autorevole nel panorama teatrale, lavorando al fianco di grandi interpreti, dimostrando una versatilità capace di spaziare dalla commedia classica ai testi contemporanei.
Negli anni Settanta ha partecipato a produzioni significative come il musical Hair e Masaniello di Elvio Porta e Armando Pugliese, spettacolo rimasto nella memoria collettiva e considerato un punto di riferimento del teatro napoletano moderno.
Al cinema è stata diretta da Lina Wertmüller, Pupi Avati, Marco Ferreri, Marco Risi, Antonio Capuano e Ferzan Özpetek.
Tra le sue ultime interpretazioni si ricordano i film Caracas di Marco D’Amore e La casa di Ninetta di Lina Sastri, dove ha regalato una prova toccante nel ruolo di una donna affetta da Alzheimer.
Nel 2002 ha ricevuto il Premio Flaiano per il teatro, per la sua interpretazione in Persone naturali e strafottenti di Giuseppe Patroni Griffi, confermando il valore di una carriera costruita con coerenza e passione.
Ha lasciato una testimonianza scritta della sua vita nel libro Il diario ritrovato, in cui ha ripercorso la sua avventura tra palcoscenico e vita privata, da cui è stato tratto l’omonimo spettacolo con la regia di Antonio Marfella, andato in scena nel 2023.
Si è spenta il 6 luglio 2024 all’età di 87 anni.
Con la sua presenza intensa, rigorosa e profondamente umana, è stata una donna dura, ostinata ma anche tanto generosa. Ha spesso incoraggiato giovani colleghe e colleghi, dispensando il suo sapere, contagiando e anche esasperando con l’estremo professionismo e rigore con cui ha sempre affrontato tutte le sfide della sua vita artistica.
Minuta e profonda, dalla recitazione rapsodica, dura, melodica, secca, pungente è stata una grande protagonista del teatro del Novecento.
Ha vissuto oltre mezzo secolo in scena tra l’eccitazione e il tormento che appartiene alle più grandi attrici.
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