Hannie Schaft
Eroina della Resistenza dei Paesi Bassi
Hannie Schaft, partigiana simbolo della Resistenza olandese, soprannominata e ricercata come la “ragazza dai capelli rossi“, venne uccisa dai nazisti tre settimane prima che finisse la guerra, non aveva ancora compiuto 25 anni.
Nata col nome di Jannetje Johanna Schaft il 16 settembre 1920, a Haarlem, frequentava l’Università di Amsterdam quando i tedeschi occuparono i Paesi Bassi.
Condivideva l’appartamento con due ragazze ebree e il suo primo atto di resistenza, quando le compagne avevano cominciato a essere perseguite dai nazisti, era stato rubare carte d’identità a persone non ebree e organizzare nascondigli.
Faceva parte dell’Amsterdamse Vrouwelijke Studentenvereeniging, il movimento femminile studentesco, ma quando, agli inizi del 1943, le venne imposto di firmare una dichiarazione di fedeltà e obbedienza alle forze di occupazione per continuare a studiare, decise di lasciare l’università e tornare a Haarlem, dove si era unita al gruppo comunista della Resistenza, Raad van Verzet.
Parlava fluentemente il tedesco e fu presto inserita nella lista delle persone più ricercate dalle SS.I suoi incarichi comprendevano ogni genere di attività clandestina, propaganda, contrabbando di armi, sabotaggi e partecipazione ad attentati a collaborazionisti e traditori nazisti olandesi.
La sua prima importante azione è stata lo spegnimento della centrale elettrica di Velsen-Noord, il 27 novembre 1943.
Nel gennaio 1944 ha partecipato al sabotaggio del Cinema Rembrandt che proiettava film di propaganda nazista e a diversi attentati, come quello al collaborazionista Piet Faber e all’ispettore di polizia J. Zierikzee.
Dotata di arguzia e coraggio, non si tirava mai indietro anche di fronte ad azioni violente e pericolose, ma si era rifiutata di obbedire all’ordine di rapire i figli di un ufficiale nazista, non se la sentiva di ucciderli se il piano fosse fallito.
Assieme a Truus Oversteegen, sua compagna di battaglie, il primo marzo 1945, ha ucciso l’ispettore di polizia J. Zierikzee. Due settimane dopo, ferirono Ko Langendijk, un collaboratore dell’organizzazione di intelligence delle SS Sicherheitsdienst.
Il 21 marzo dello stesso anno venne arrestata mentre distribuiva il quotidiano comunista De Waarheid (La Verità).
Trasferita in una prigione di Amsterdam, venne interrogata, torturata brutalmentee tenuta in isolamento per estorcerle dei nomi che non ha mai fatto.
Non venne identificata immediatamente perché si era tinta i capelli di nero, ma quando erano venute fuorile radici rosse, fu denunciata dalla sua ex collega Anna Wijnhoff.
Il 17 aprile 1945, nel campo di sterminio delle dune di Overveen, venne fucilata da un plotone d’esecuzione.
La leggenda narra che, quando non riuscirono a ucciderla al primo colpo, lei li derise con la famosa frase: “So sparare meglio io“. I nazisti risposero con una raffica di mitragliatrice che pose fine alla sua vita.
Seppellita in una fossa comune, dopo il conflitto, il 27 novembre 1945, le sue spoglie sono state deposte assieme a quelle di altri 421 combattenti per la libertà nel cimitero onorario di Bloemendaal, dove è stato eretto un monumento in loro onore.
Nel 1946, la regina Guglielmina, che l’aveva definita “il simbolo della Resistenza” le haconferito la Croce della Resistenza olandese.
Per le sue gesta ha anche ricevuto la Medaglia presidenziale della libertà dal generale Dwight Eisenhower e il titolo di Giusta tra le Nazioni da Israele.
Nel 1951, sulla scia maccartista, il governo olandese tentò di vietare la commemorazione annuale della sua morte, decisione che aveva scatenato unaprotesta di massa composta da oltre 10.000 persone.
Dal 1952 i comunisti la celebrano l’ultima domenica di novembre.
La sua vita e storia ha ispirato diversi film e libri, le sono state intitolate scuole e strade e le è stato dedicato un monumento al Kenaupar di Haarlem che raffigura una donna stilizzata che fa a pezzi un muro a mani nude.
I Paesi Bassi non hanno mai dimenticato la giovane coraggiosa e indomita, che ha combattuto fino all’ultimo giorno e sacrificato la sua vita per la libertà.
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