Irantzu Varela
Faccio battute per non commettere reati
Irantzu Varela, giornalista e divulgatrice femminista intersezionale basca, è scrittrice e comica.
Unendo ironia tagliente e attivismo diretto, si definisce “femminista vasca, gorda, bollera, menos mala de lo que parece y más lista de lo que debería” (femminista basca, grassa, lesbica, meno cattiva di quanto sembri e più intelligente di quanto dovrebbe essere).
È nata a Portugalete il 24 luglio 1974, figlia e nipote di sardinere, le venditrici di sardine tipiche dei porti baschi, e di un operaio di fabbrica, a sua volta figlio di un ombrellaio ambulante. Ha trascorso l’infanzia a Basauri, dove si è trasferita con la famiglia per il lavoro del padre.
Ha studiato Scienze della Comunicazione all’Università dei Paesi Baschi tra il 1993 e il 1998, per poi specializzarsi con studi post-laurea in cooperazione internazionale e sviluppo, e in comunicazione e genere.
Ha lavorato per nove anni nel settore delle organizzazioni non governative, come responsabile della comunicazione e coordinatrice della formazione per UNA Gestión & Comunicación, prima di dedicarsi interamente al giornalismo e all’attivismo.
Impegnata per trovare sufficiente spazio femminista nei media, è diventata una presenza fissa in televisione. Ha creato e condotto El Tornillo, microspazio femminista su Público TV; i suoi video brevi e pungenti sulle disuguaglianze di genere l’hanno resa nota in tutta la nazione. Collabora regolarmente con Pikara Magazine, dove cura la rubrica Aló Irantzu.
Ha diretto il documentario Él nunca me pegó (Lui non mi ha mai picchiata), sulla violenza psicologica raccontata attraverso le storie di tre donne in mezz’ora. Ancora oggi, nei laboratori di formazione femminista che tiene, utilizza questo lavoro.
Nel 2015 è stata candidata al Senato per la Vizcaya con la coalizione indipendentista basca di sinistra EH Bildu.
Definendosi gorda (grassa), si è scagliata pubblicamente contro le iniziative di dimagrimento presentate come questioni di salute, di cui denuncia le implicazioni politiche e ideologiche. Queste posizioni le hanno attirato sostegno e polemiche in egual misura.
Ha scritto diversi libri, tra cui i volumi collettivi (h)amor4 propio (2019), (h)amor5 húmedo (2020) e (h)amor8 gordo (2023) oltre a (Ya no) soy esa (2021). Lo que quede, del 2024, è una sorta di racconto in episodi del proprio percorso, costruito attraverso le voci e le citazioni di altre artiste.
Da comica ha partecipato a diversi festival in tutta la Spagna con monologhi, come Las tres cosas que soy y no parezco – Vasca, feminista y lesbiana.
Coordina Faktoria Lila, piattaforma di formazione e creazione femminista.
Nel 2022, insieme alla giornalista Andrea Momoitio, ha annunciato la nascita de La Sinsorga, un centro culturale femminista a Bilbao, costruito su quattro piani con l’obiettivo dichiarato di affidare tutti i lavori a donne.
Nello stesso anno ha ricevuto il Riconoscimento Arcoíris, per la sua visibilità lesbica nel mondo della comunicazione e per la difesa dei diritti delle persone trans da una prospettiva femminista, oltre al Premio Hondarribia Berdintasun Hiria di Jaizkibel, per il suo lavoro pluriennale a favore dell’uguaglianza.
Irantzu Varela, con sagacia e umorismo, non addolcisce le sue battaglie, le rende semplicemente più difficili da ignorare.
Perché fanno arrabbiare le donne disobbedienti? Perché ogni donna che disobbedisce ti ricorda che, tu, stai obbedendo.
https://www.unadonnalgiorno.it/le-donne-disobbedienti/


