Kazuyo Sejima
Il suo minimalismo elegante ha ridefinito l’edilizia pubblica
Un edificio è in definitiva l’equivalente del diagramma dello spazio utilizzato per descrivere astrattamente le attività quotidiane che vi si svolgono.
Kazuyo Sejima è l’architetta giapponese più famosa al mondo.
È stata la prima donna a dirigere la Biennale di Architettura di Venezia e la più giovane a vincere il prestigioso Pritzker Prize, nel 2010.
Punto di riferimento per l’architettura del Ventunesimo secolo, ha firmato alcune delle opere contemporanee più fotografate al mondo.
Intrecciando la tradizione nipponica con la spinta moderna e minimalista proveniente dalla cultura europea, le sue composizioni sono disegnate su geometrie basilari in cui pulizia e chiarezza delle forme e delle linee circolari sono i perni centrali.
Per i suoi edifici, leggeri ed eterei, si avvale dell’utilizzo di materiali lisci e versatili come il marmo e il vetro trasparente. Sfrondando ogni eccesso, elimina i muri e snellisce gli elementi strutturali, per consentire alla luce naturale di entrare e creare continuità tra lo spazio interno ed esterno.
Nata il 29 ottobre 1956 a Mito, si è laureata alla Japan Women’s University, l’università femminile privata più antica e rinomata del Giappone, si è formata lavorando nello studio di Toyo Ito, altro vincitore del Pritzker Prize, dove è rimasta per sei anni sei anni, prima di fondare la Kazuyo Sejima & Associates che ha mantenuto questo nome fino al 1995, quando, insieme a Ryue Nishizawa, ha fondato SANAA – acronimo di Sejima and Nishizawa and Associates.
Dalla loro collaborazione sono nate opere prestigiose come il Toledo Museum of Art’s Glass Pavilion, il Nuovo Museo d’Arte Contemporanea di New York, il Serpentine Pavilion a Londra e il Campus dell’Università Bocconi.
Il 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa, ha portato allo studio il Leone d’Oro all’Architettura alla nona edizione della Biennale d’architettura di Venezia che ha diretto nel 2010.
Il suo portfolio personale vanta opere come il Sumida Hokusai Museum, frutto della sua idea di architettura funzionale e minimale.
Tra i riconoscimenti ricevuti per il suo lavoro ci sono anche il Premio Erich Schelling nel 2000, il Premio Imperiale per l’Architettura del Giappone nel 2020 e il Premio Jane Drew, per il suo contributo alla valorizzazione del ruolo delle donne nell’architettura.
Kazuyo Sejima tiene anche corsi alla Tama Art University, all’Università di Keio e alla Japan Women’s University. Ha fatto parte del consiglio consultivo dell’Università di Princeton e insegnato all’Università di Losanna e al Politecnico di Milano.
Il suo minimalismo elegante ha ridefinito l’edilizia pubblica.
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