Lili Boulanger
Lili Boulanger, prima donna a vincere il Prix de Rome, nel 1913, è la compositrice francese che in soli 24 anni di vita è riuscita a occupare un posto importante nella storia della musica.
Nacque col nome di Juliette-Marie Olga Boulanger a Parigi, il 21 agosto 1893 in una famiglia di musicisti.
Sua madre era la cantante russa Raisa Myšeckaja e il padre Ernest Boulanger celebre compositore, vincitore del Prix de Rome nel 1835, e insegnante di canto al conservatorio di Parigi. La sorella maggiore, Nadia Boulanger è stata una nota compositrice, direttrice d’orchestra e insegnante.
Mostrando una precoce predisposizione, possedeva l’orecchio assoluto e leggeva la musica ancor prima della scrittura.
Aveva ricevuto lezioni di armonia e pianoforte dal celebre compositore Gabriel Fauré, amico di famiglia, che ne aveva intuito il grande talento.
Fin dall’infanzia, era stata afflitta da una malattia devastante, una forma di tubercolosi intestinale che la forzava a lunghi periodi di immobilità. Costretta a interrompere gli studi al Conservatorio, nella classe di composizione musicale di Paul Vidal, riceveva lezioni a domicilio da celebri musicisti.
Trasformando la propria condizione di inferma in una forma di urgenza creativa, suonava diversi strumenti oltre al pianoforte, come il violino, il violoncello, l’arpa e l’organo.
Dopo tre anni di lezioni private, nel 1913 è stata la prima donna a vincere il Prix de Rome per la composizione musicale, con la cantata Faust et Hélène (premio diviso con Claude Delvincourt).
Nel 1914 partì per l’Italia per incontrare i vincitori del prestigioso premio all’Accademia di Francia a Villa Medici. Un soggiorno di quattro mesi accorciato dallo scoppio della prima guerra mondiale che la costrinse a tornare in Francia, dove, insieme a Nadia, aveva fondato un’organizzazione per sostenere i musicisti al fronte.
La sua musica, profondamente originale, si muove tra dimensione spirituale e tensione esistenziale. Opere come i Salmi (tra cui il potente Salmo 24), la suggestiva Vieille prière bouddhique e il ciclo Clairières dans le ciel rivelano una sensibilità rara, capace di intrecciare influenze occidentali e suggestioni orientali. La sua scrittura è necessaria, urgente, quasi inevitabile.
Le sue composizioni includono pezzi orchestrali per pianoforte, organo, violino, violoncello, oboe o flauto e, soprattutto, pezzi vocali su poemi di Jammes, Maeterlinck e Alfred de Musset.
C’è un elemento che attraversa tutta la sua produzione: la consapevolezza della fine. Sapeva che la sua vita sarebbe stata breve e questa coscienza aveva impresso alla sua musica una densità emotiva straordinaria. Le sue numerose opere, d’ispirazione biblica o mistica, appaiono marchiate dal suo tragico destino. Molte sono rimaste incompiute o andate perdute.
Nonostante il peggioramento delle sue condizioni fisiche, ha continuato a comporre. Sul letto di morte ha dettato alla sorella, il Pie Jesu, una musica pensata fino all’ultimo respiro.
Si è spenta a Mézy-sur-Seine il 15 marzo 1918 a soli 24 anni. È sepolta al cimitero di Montmartre.
Nonostante abbia avuto una brevissima vita, ha avuto il tempo di lasciare un segno profondo nella storia della musica.
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