Marina Rei
“Parto sempre dal mio vissuto per cercare un modo di rendere le mie parole parte della vita degli altri.”
Marina Rei è una cantautrice che non ha mai inseguito le mode, ha scelto sempre la strada più vera, anche quando era la più tortuosa.
Nata col nome di Marina Restuccia a Roma il 5 giugno 1969, è cresciuta nella musica, sua madre Anna Giordano suonava la viola nell’orchestra sinfonica di Roma e suo padre Enzo Restuccia è stato batterista nell’orchestra di Ennio Morricone.
Jazz, soul e musica classica riempivano la loro casa e le percussioni sono diventate, sin da bambina, il suo linguaggio preferito.
A diciotto anni ha lasciato la famiglia per buttarsi nella musica dal vivo nei locali romani, e nei primi anni Novanta ha iniziato a incidere dischi dance con lo pseudonimo di Jamie Dee, ottenendo riscontri anche in Giappone, prima di approdare nel 1994 alla Virgin Records e trovare, con il nome Marina Rei, la sua vera voce.
Il singolo Sola, uscito nell’aprile 1995, ha imposto subito nelle radio i suoi ritmi soul e acid jazz. L’anno successivo è stato quello della consacrazione, al Festival di Sanremo 1996, nella sezione giovani, si è esibita a piedi nudi sul palco con Al di là di questi anni, classificandosi terza e vincendo il premio della critica Mia Martini.
Il suo primo album omonimo ha superato le 130.000 copie ed è stato il disco di debutto più venduto di quell’anno. Sono seguiti oltre vent’anni di musica instancabile e sempre in evoluzione. Con Donna (1997), trainato dal successo di Primavera, ha venduto oltre 200.000 copie e ha vinto il Disco per l’Estate. Con Animebelle (1998) e Inaspettatamente (2000) ha spostato il suono verso sonorità più elettroniche e rock. È poi arrivato L’incantevole abitudine (2002), ispirato dalla nascita del figlio Nico, e via via Colpisci, Musa, La conseguenza naturale dell’errore, Pareidolia (2014), fino a Per essere felici (2020), un disco che non ha inseguito le mode, grezzo, scarno, capace di non invecchiare.
Nella sua trentennale carriera ha collezionato quindici album, tre partecipazioni al Festival di Sanremo, un Telegatto d’oro, un Disco per l’Estate e una candidatura al Nastro d’Argento per la miglior canzone originale.
Sempre curiosa e alla ricerca di sonorità e diversi linguaggi, nel 2005 ha scritto, con Francesco Di Bella, leader dei 24 Grana, la canzone Song’je esclusa dalla competizione di Sanremo perché il testo non era in italiano.
Ha collaborato con grandi della musica come Cristina Donà, Paolo Benvegnù, Ennio Morricone, Riccardo Sinigallia, Federico Zampaglione e Cristiano Godano, per fare qualche nome.
Dopo il lungo tour di Carmen Consoli Volevo fare la rockstar in cui ha suonato la batteria, nel 2022 le due artiste hanno firmato insieme il singolo Un momento di felicità. Nello stesso anno ha pubblicato anche il suo primo romanzo, Un giorno nuovo.
Sul fronte del sociale, Marina Rei non si è mai tirata indietro: nel 2009 ha partecipato al concerto Amiche per l’Abruzzo a Milano, raccogliendo fondi per le vittime del terremoto e ha calcato più volte il palco del Concerto del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma.
Nel 2023 ha pubblicato il live Donna che parla in fretta, registrato all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma in occasione dei suoi 25 anni di carriera.
La sua fatica più recente è stata l’album Niente amore, uscito il 16 maggio 2025 e prodotto da Riccardo Sinigallia. Il titolo è una trappola semantica: il disco è tutto tranne che una negazione del sentimento, è la sua ricerca continua e necessaria, un album di passione che ha raccontato il vissuto degli ultimi anni.
“Ci vuole tanto lavoro, tanto coraggio e tanta sofferenza. La felicità non è scontata.”
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