Monica Vitti
Icona del cinema italiano
Ho dedicato la mia vita, la mia mente, i miei occhi, tutto al mio lavoro. Ho imparato tantissimo dal cinema e penso di aver dato tutto quello che potevo dare.
Monica Vitti è l’attrice che ha fatto la storia del cinema italiano.
Versatile come nessuna, ha recitato in oltre cinquanta film tra cinema e televisione. Dotata di un talento straordinario e unico, ha brillato in ruolo drammatici e spopolato come mattatrice comica.
Voce roca, sguardo intenso, bellissima e disperata, divertente e drammatica, anti-diva per eccellenza, è stata la protagonista di lungometraggi diventati dei veri e propri cult.
Nella sua brillante carriera, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui cinque David di Donatello come migliore attrice protagonista (più altri quattro riconoscimenti speciali), tre Nastri d’argento, dodici Globi d’oro (di cui due alla carriera), un Ciak d’oro alla carriera, un Leone d’oro alla carriera a Venezia, un Orso d’argento alla Berlinale, una Concha de Plata a San Sebastián e una candidatura al premio BAFTA.
Nata col nome di Maria Luisa Ceciarelli il 3 novembre 1931 a Roma, in una famiglia piccolo borghese che durante la guerra si era rifugiata in Sicilia, sin dall’infanzia si era sentita costretta in un sistema di regole rigide che spegnevano la sua vitalità trasmettendole insicurezza e il conseguente desiderio di attenzione che si è portata avanti per tutta la vita.
Si è formata all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, dove gli insegnanti avevano cercato di intervenire sulla sua voce dal timbro roco che, al cinema, ha conquistato il grande pubblico in un cocktail di candore e sensualità, allegria popolare e fragilità esistenziale.
Ha debuttato al cinema nel 1954 in Ridere! Ridere! Ridere!.
L’incontro artistico e poi sentimentale con Michelangelo Antonioni, ha costituito una tappa fondamentale della sua carriera. Ha ispirato e interpretato le innovative eroine del grande regista dell’incomunicabilità e del disagio esistenziale. Insieme hanno girato L’avventura, La notte che le è valso il Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista, L’eclisse e Deserto rosso.
Alla metà degli anni Sessanta ha prevalso il suo registro comico-brillante, desiderosa di far ridere il pubblico annientando la malinconia.
È passata agli annali del cinema la sua interpretazione di La ragazza con la pistola di Mario Monicelli, del 1968, ruolo le ha portato il suo primo Nastro d’argento come attrice protagonista.
Il connubio artistico con Alberto Sordi, iniziato con Amore mio aiutami! ha conquistato il favore del pubblico per tutti gli anni Settanta.
Da ricordare sono anche Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca di Ettore Scola e Polvere di stelle, nostalgica rievocazione del mondo dell’avanspettacolo.
All’estero ha interpretato, in quegli anni, Modesty Blaise. La bellissima che uccide, La pacifista e Il fantasma della libertà con Louis Buñuel.
Nel 1975 è stata Lisa, in L’anatra all’arancia ruolo che le ha portato un altro Nastro d’argento come migliore attrice e il David di Donatello.
Ha recitato con il grande Eduardo De Filippo in I cilindri e, nel 1980, è stata ancora diretta da Antonioni nello sperimentale Il mistero di Oberwald.
A teatro, ha interpretato, con Rossella Falk, la versione femminile di La strana coppia di Neil Simon, adattata e diretta da Franca Valeri.
Nel 1990 ha debuttato alla regia con Scandalo segreto con cui ha vinto il Globo d’oro come interprete e regista.
Ha recitato per l’ultima volta nel 1992, nella miniserie TV Ma tu mi vuoi bene? accanto a Johnny Dorelli.
Ha scritto due libri, la sua autobiografia dal titolo Sette sottane e il romanzo Il letto è una rosa.
Nel 1994 c’è stata la sua ultima apparizione in tv, a Domenica In.
Alla Mostra del cinema di Venezia del 1995 ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera.
Ritiratasi a vita privata, a causa dell’insorgere della demenza da corpi di Lewy, è stata vista in pubblico per l’ultima volta nel marzo del 2002, alla prima teatrale italiana di Notre-Dame de Paris al GranTeatro di Roma. Nello stesso periodo ha concesso anche la sua ultima intervista.
In occasione dei suoi novant’anni, le è stato dedicato il docufilm Vitti d’arte, Vitti d’amore, presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma 2021 e una sua fotografia scattata sul set di Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) è stata proiettata sulla facciata esterna ed interna di istituti italiani ed enti di cultura in quattro continenti, in segno di riconoscimento ed omaggio per la brillante carriera di un’attrice straordinaria
Si è spenta il 2 febbraio 2022 nella sua casa romana, dopo vent’anni di assenza causati dalla sua malattia.
Il suo ricordo, la sua voce, i suoi occhi, il suo immenso talento, la sua fragilità e potenza, non ci lasceranno mai.
“Lasciatemi l’emozione e tenetevi pure la memoria. Io non la voglio, perché è una truffa, e non la si può nemmeno portare in tribunale perché vincerebbe lei. La memoria non è con me, è contro di me. Sono anni che provo ad allontanarla, cancellarla, l’ho anche presa a schiaffi, a spintoni, e lei subisce tutto pur di restarmi in testa come un cappello di carta velina. Io non la voglio e lei lo sa. Ma qualche volta mi cade in braccio e mi tocca cullarla. L’ho sentita anche ridere, ieri.”
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