Myra Laramee
Vorrei che il nostro popolo capisse che Due Spiriti è arrivato a noi in un sogno, per il nostro popolo e per la nostra comunità, e che io sono stata soltanto il vaso: non ho coniato io questo termine, questa parola, questa frase, è venuto dal Creatore, dal Grande Mistero.
Myra Laramee è l’attivista appartenente alla popolazione cree che ha teorizzato Due Spiriti, concetto fondamentale per le comunità indigene queer del Nord America.
Nata e cresciuta a Winnipeg, in Canada, figlia di Mary ed Ernie Guilbault, sua madre, originaria della Fisher River First Nation e cresciuta parlando cree, è stata assistente sociale per la provincia e ha fondato e si è occupata della didattica della Manitoba Métis Federation, nel cui consiglio direttivo ha seduto anche la figlia.
È in questa eredità di impegno comunitario e di radici cree e métis che Myra Laramee, membro della Fisher River Cree Nation, ha costruito la sua identità di insegnante e attivista.
Ha lasciato la scuola in undicesima classe, dopo che una consulente scolastica le aveva detto di dimenticare il sogno di diventare medica e di rassegnarsi a fare la segretaria e crescere dei figli. È tornata sui banchi al Winnipeg Adult Education Centre, e quando sua madre le ha mostrato la brochure di un progetto della Brandon University rivolto alla inner city, si è assunta l’impegno di restare a insegnare nelle scuole del centro cittadino. Ha iniziato nel 1976, e per oltre trentacinque anni è stata insegnante, vicepreside e infine preside della Niji Mahkwa School, dove è arrivata nel 1995 dopo essere stata vicepreside alla Hugh John Macdonald School.
Ha co-fondato l’Aboriginal Teaching Circle e redatto numerosi documenti guida sull’integrazione delle conoscenze indigene nella scuola pubblica del Manitoba.
L’estate del 1990, un momento di forte tensione politica per le popolazioni indigene del Canada, segnato dalla crisi di Oka e dal rifiuto dell’Accordo del Lago Meech da parte del deputato Elijah Harper, ha cambiato la sua storia. Si trovava sul prato dell’Assemblea legislativa del Manitoba per protestare contro le politiche coloniali in materia di affidamento e custodia dei minori indigeni. Nel teepee di una madre indigena in sciopero della fame, ha sognato sette spiriti, due di essi, mutando tra forma maschile e femminile, le hanno detto che lei era niizh manidoowag, due spiriti in lingua anishinaabemowin.
Ha portato questo sogno al terzo raduno intertribale delle persone native, gay e lesbiche, tenutosi quell’anno vicino a Beausejour, sulle rive del fiume Brokenhead. Il termine è stato accolto con una cerimonia e adottato dalla comunità come nome spirituale, sostituendo l’offensivo termine coloniale berdache che fino ad allora era stato imposto da missionari e antropologi.
Parallelamente al suo impegno educativo e spirituale, Myra Laramee ha proseguito gli studi e conseguito un master in Scienze dell’Educazione nel 1992 e poi un dottorato all’Università di Manitoba nel 2013, con una tesi intitolata “Insegnare e imparare come un atto d’amore“, dedicata all’impatto delle pratiche didattiche tradizionali indigene nella formazione degli insegnanti.
Il suo lavoro le è valso, nel 2009, l’Outstanding Aboriginal Educator Award della Canadian Teachers’ Federation e, nel 2012, il Ka Ni Kanichihk Keeping the Fires Burning Award, riservato alle “donne dal grande cuore” che incarnano i sette principi sacri di onestà, coraggio, rispetto, umiltà, condivisione, cura e amore.
Nel 2022 l’Università di Manitoba l’ha insignita di un Distinguished Alumni Award. Negli anni successivi al ritiro dall’insegnamento ha continuato a lavorare come specialista trasversale e direttrice della riforma educativa presso il Manitoba First Nations Education Resource Centre, ed è diventata anziana e custode delle conoscenze tradizionali per la Winnipeg School Division, oltre che anziana di riferimento per il forum di ricerca Shawane Dagosiwin.
Quando si usa Due Spiriti, si invoca la nostra sacralità e ci si ricorda che siamo sempre stati qui, e che ci saremo sempre. Per questo, con Due Spiriti viene una grande responsabilità, per chi lo usa, mentre camminiamo e lavoriamo in modo sacro con e per il nostro popolo.
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