Sushila Karki
La prima premier del Nepal
Sushila Karki è stata la prima donna a ricoprire la carica di premier ad interim in Nepal dal 12 settembre 2025 al 27 marzo 2026.
A 73 anni, l’ex presidente della Corte Suprema e giurista di lungo corso, accettando uno degli incarichi più difficili della storia recente del suo Paese, ha detto sì a una nazione in fiamme perché glielo aveva chiesto una generazione di giovani che non voleva più aspettare.
È diventata un simbolo di coraggio, integrità ed emancipazione femminile nella magistratura nepalese, grazie soprattutto alla sua forte presa di posizione contro la corruzione, l’interferenza politica e l’abuso di autorità. Avvocata battagliera, poi giudice intransigente, è la donna che ha rotto il soffitto di cristallo di un paese ancora profondamente tradizionale.
Ha guidato la Corte Suprema diventando la prima e unica donna a capo del potere giudiziario del Paese.
Dopo il pensionamento ha pubblicato un’autobiografia, Nyaya (2018, “Giustizia”), e un romanzo, Kara (2019, “Prigione”), che riflettono sul Movimento popolare del 1990, sull’esperienza delle detenute e sui diritti femminili in Nepal.
Una vita intera a servizio della legge, della verità e delle persone più fragili.
Sushila Karki è nata il 7 giugno 1952 a Sankarpur, oggi parte di Biratnagar, in una famiglia contadina di cui era la maggiore di sette figli e figlie. Ha conseguito la laurea triennale in lettere presso il Mahendra Morang College, un master in scienze politiche presso la Banaras Hindu University in India e la laurea in giurisprudenza alla Tribhuvan University di Kathmandu.
A partire dal 1979 ha iniziato a esercitare la professione legale a Biratnagar, costruendo una reputazione di rigore e indipendenza che l’ha preceduta ovunque.
Nel 1990 è stata detenuta per aver partecipato alle proteste pro-democrazia contro il sistema Panchayat, esperienza che ha raccontato nel romanzo Kara.
La sua ascesa nella magistratura è iniziata nel 2009 quando venne nominata giudice ad interim presso la Corte Suprema del Nepal, per poi diventarne presidente nel 2016.
Il suo forte orientamento anticorruzione l’ha resa popolare tra i gruppi riformisti e le ha attirato anche potenti nemici. Nel 2017, infatti, è stata oggetto di una procedura di impeachment ritenuta da molti politicamente motivata, immediatamente bloccata dalla pressione dell’opinione pubblica e della comunità internazionale, tra cui l’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani. Si è dimessa nello stesso anno per raggiunti limiti di età.
L’8 settembre 2025 il Nepal è esploso. Le proteste contro il blocco governativo dei social media sono diventate in pochi giorni la più grave rivolta che il Paese abbia conosciuto dalla fine della monarchia nel 2008. Giovani della Generazione Z hanno riempito strade e piazze per denunciare corruzione, nepotismo e immobilismo politico. La polizia ha risposto con la forza, almeno 72 persone hanno perso la vita e in centinaia sono rimaste ferite. Il parlamento è stato incendiato e il primo ministro K. P. Sharma Oli si è dimesso.
Attraverso un voto online sulla piattaforma Discord, app di gamer trasformata in strumento di democrazia diretta, è stato indicato il suo nome come leader del governo di transizione, una scelta dal basso, rumorosa e digitale, che è diventata una proposta politica concreta.
Il 12 settembre 2025 il presidente Ram Chandra Poudel ha nominato Sushila Karki prima ministra ad interim, è stata la prima donna nella storia del Nepal a ricoprire questo ruolo.
La cerimonia di giuramento si è svolta alla residenza presidenziale, con le pareti ancora annerite dal fumo delle proteste. L’UNICEF ha accolto la sua nomina come “un’ispirazione per ragazze e donne” e l’ONU ha espresso piena solidarietà al popolo nepalese nelle sue aspirazioni di pace, giustizia e trasparenza.
Nel suo primo giorno da premier ha visitato le persone ferite durante le manifestazioni in ospedale. Ha osservato un minuto di silenzio per le vittime, ha promesso elezioni entro sei mesi e ha subito chiesto lo scioglimento della Camera dei Rappresentanti per traghettare il Paese verso nuove elezioni, fissate poi per il marzo 2026.
Sushila Karki non ha mai separato la sua idea di giustizia da quella di uguaglianza di genere, in più occasioni pubbliche ha ribadito che la partecipazione significativa delle donne e il rispetto della loro dignità sono essenziali per rafforzare la democrazia e costruire una società equa.
Il suo governo ha promesso di mettere al centro della propria azione la buona governance, il lavoro e la ripresa economica. Il 27 marzo 2026, come promesso, si è fatta da parte per consentire l’insediamento del nuovo premier eletto, Balen Shah.
«Solo quando le donne riceveranno rispetto, sicurezza e pari opportunità, la democrazia si rafforzerà e il vero spirito della Costituzione sarà realizzato.»
Una risposta data alle giovani generazioni che l’hanno chiamata. E a tutte le donne che verranno dopo di lei.
https://www.unadonnalgiorno.it/sushila-karki/


