Teresa Lanceta
Tessere mi ha catturata, è una tecnica primaria, ancestrale, ripetitiva, che dà molta libertà.
Teresa Lanceta è l’artista spagnola che ha contribuito in maniera più preponderante a far entrare il tessile, e con esso l’artigianato femminile e popolare, nel campo dell’arte contemporanea, rifiutando la separazione tra oggetto utile e opera d’arte che l’Occidente ha imposto per secoli.
Nata a Barcellona il Primo luglio 1951, è cresciuta in una famiglia della media borghesia catalana. Si è laureata in Storia Moderna e Contemporanea all’Università di Barcellona e ha conseguito un dottorato in Storia dell’Arte all’Università Complutense di Madrid.
Negli anni Settanta ha iniziato a tessere su un vecchio telaio acquistato da una delle tante fabbriche tessili barcellonesi allora in agonia, concependo come arte ciò che fino a quel momento era stato considerato semplice artigianato. È in quegli anni che ha iniziato a interessarsi al lavoro delle tessitrici, in particolare di quelle marocchine.
Negli anni Ottanta, i suoi viaggi nei villaggi berberi dell’Atlante Medio, le hanno fatto scoprire un sapere collettivo e anonimo, tramandato di madre in figlia, esperienza che ha determinato la sua formazione artistica. Nel 1989 ha presentato al Museu Tèxtil i d’Indumentària di Barcellona La alfombra roja, uno dei suoi primi progetti importanti, mentre nel 2000 è arrivata al Museo Reina Sofía di Madrid con Tejidos marroquíes, mostra curata da Marie-France Vivier che metteva in dialogo i tappeti delle tessitrici dell’Atlante Medio con le sue opere.
Il suo lavoro si è esteso anche al video e alla scrittura, nel 2011 ha realizzato Cierre es la respuesta, documentario dedicato alle operaie della Fábrica de Tabacos di Alicante, città vicino alla quale vive da oltre quindici anni.
Nel 2015 ha presentato alla Galería Espacio Mínimo di Madrid El paso del Ebro, cinque tessuti dedicati al viaggio settimanale tra Alicante e Barcellona, lungo un percorso che attraversa i luoghi della battaglia dell’Ebro, e accompagnati da fotografie e da una narrazione dedicata alla zia Teresina.
L’anno seguente, è tornata alle tradizioni tessili dell’Atlante Medio con Adiós al rombo a La Casa Encendida. Tra il 2013 e il 2020 ha insegnato alla Escola Massana di Barcellona mentre continuava a collaborare con la comunità rom del quartiere del Raval attraverso il progetto Los oficios del Raval.
Il riconoscimento istituzionale, arrivato tardivamente rispetto alla qualità del suo lavoro, si è consolidato negli ultimi anni: nel 2022 MACBA e IVAM hanno coprodotto la retrospettiva Tejer como código abierto, curata da Nuria Enguita e Laura Vallés Vílchez, che ha riunito centosettantacinque opere realizzate in cinque decenni, comprese collaborazioni con altre artiste e artisti. nel 2021 è stata insignita col premio FAD d’art e, nel 2023, col Premio Nacional de Artes Plásticas.
Le sue opere sono state esposte alla Biennale di San Paolo nel 2014 e a quella di Venezia nel 2017. Nel 2018 alcuni suoi lavori sono stati scelti, insieme a quelli di altre artiste spagnole, per la sede del governo a Moncloa. Oggi è presente nelle principali fiere e gallerie internazionali e scrive regolarmente sulla rivista Concreta.
Il mio lavoro esiste perché esiste il lavoro degli altri, l’arte è collettiva.
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