Williamina Paton Stevens Fleming
Ha rivoluzionato l'astronomia moderna
«Se solo si potesse andare avanti, avanti, avanti con il lavoro originale… la vita sarebbe un sogno meraviglioso; ma si usa la maggior parte del tempo disponibile a preparare il lavoro degli altri per la pubblicazione»
Williamina Paton Stevens Fleming, protagonista fondamentale nella storia dell’astronomia moderna, ha catalogato oltre diecimila stelle, scoperto la Nebulosa Testa di Cavallo e rivoluzionato il modo in cui la scienza classifica la luce dei soli lontani.
Nata a Dundee, in Scozia, il 15 maggio 1857, era figlia di Mary Walker e di Robert Stevens, artigiano e indoratore di cornici, uomo di curiosità scientifica che già sperimentava con i dagherrotipi, morto quando lei aveva sei anni, lasciando la famiglia in ristrettezze economiche.
Era ancora un’adolescente quando aveva iniziato a lavorare come assistente insegnante, contribuendo al sostegno domestico. A vent’anni aveva sposato James Orr Fleming, vedovo e contabile di banca, di sedici anni più grande. Nel 1878 emigrarono insieme a Boston, nel Massachusetts, con la speranza di un futuro migliore.
Era incinta del suo primo e unico figlio, Edward, quando il marito la abbandonò. Sola, straniera, senza reddito e in attesa, trovò lavoro come domestica in casa del professor Edward Charles Pickering, direttore dell’Osservatorio di Harvard che, insoddisfatto dei suoi assistenti uomini e intuendo la sua intelligenza e precisione, nel 1881, la assunse come impiegata all’osservatorio. Cominciò a lavorare come calcolatrice umana, esaminando le lastre fotografiche del cielo per classificare le stelle sulla base dei loro spettri.
Tra le prime donne a essere coinvolte in un lavoro sistematico di classificazione astronomica, non si è limitata ad applicare metodi altrui, ma ne aveva creato uno nuovo.
Il suo sistema di designazione basato sulla quantità di idrogeno visibile nello spettro di ciascuna stella, venne pubblicato nel 1890 nel Draper Catalogue of Stellar Spectra sotto il nome di Pickering, ma con pieno riconoscimento interno alla Fleming, e divenne il punto di partenza dal quale Annie Jump Cannon avrebbe poi sviluppato la classificazione per temperatura superficiale ancora oggi in uso in tutto il mondo.
In nove anni di lavoro instancabile sulle fotografie del progetto Draper, ha catalogato oltre diecimila stelle, scoperto cinquantanove nebulose gassose, trecentodieci stelle variabili e dieci novae. Ha stabilito i primi standard fotografici per misurare la luminosità variabile delle stelle e applicato una tecnica che avrebbe poi preso il nome di Pickering-Fleming System.
La sua scoperta più importante è avvenuta nel 1888. Su una fotografia scattata da William Pickering, fratello minore del direttore, ha riconosciuto e descritto quella che oggi chiamiamo Nebulosa Testa di Cavallo, nella costellazione di Orione, fornendone le coordinate esatte.
Per anni il suo contributo è rimasto nell’ombra — l’autore del primo Index Catalogue, John Dreyer, aveva attribuito la scoperta genericamente a Pickering, la sola idea che una ex domestica potesse averla fatta era inconcepibile. Solo con la seconda edizione del catalogo, nel 1908, il suo nome è tornato al posto che meritava.
Nel frattempo le sue responsabilità erano cresciute insieme alla reputazione. Era stata messa a capo del gruppo di donne assunte per eseguire classificazioni matematiche, il gruppo che la storia avrebbe poi chiamato le Harvard Computers — o, con meno simpatia, «l’harem di Pickering». Erano pagate tra i venticinque e i cinquanta centesimi di dollaro al giorno, la metà di un collega uomo per lo stesso lavoro, ma erano lì e stavano riscrivendo il cielo. Tra loro sarebbero cresciute alcune delle astronome più importanti del Novecento: Annie Jump Cannon, Henrietta Swan Leavitt e Antonia Maury.
Nel 1899 è stata la prima donna a ricevere l’incarico di curatrice delle fotografie astronomiche dell’osservatorio. Nel 1906, la prima statunitense eletta membro onorario della Royal Astronomical Society di Londra. Nel 1907 ha pubblicato A Photographic Study of Variable Stars, catalogo di 222 stelle variabili da lei scoperte; nel 1910 ha contribuito alla comprensione delle nane bianche, stelle caldissime e densissime oggi riconosciute come uno stadio terminale dell’evoluzione stellare. Il suo ultimo lavoro, Spectra and Photographic Magnitudes of Stars in Standard Regions, è datato 1911.
La medaglia Guadalupe Almendaro della Società Astronomica del Messico la raggiunse poche settimane prima della fine.
Si spense a Boston il 21 maggio 1911, di polmonite, mentre lavorava ancora a Harvard.
Un cratere sulla Luna porta il suo nome, un asteroide — il 5747 Williamina — che percorre silenzioso la propria orbita e un catalogo di diecimila stelle che continuano a brillare esattamente dove lei le aveva collocate.
Ha tracciato un solco profondo per tante le donne venute dopo di lei.
In un articolo del 1893 intitolato A Field for Woman’s Work in Astronomy aveva scritto:
«Mentre non possiamo affermare che in ogni cosa la donna sia uguale all’uomo, in molte cose la sua pazienza, la sua perseveranza e il suo metodo la rendono superiore a lui.»
https://www.unadonnalgiorno.it/williamina-fleming/


